L’amministrazione Trump non arretra sulla Groenlandia, mentre cresce la tensione tra Washington e il Vecchio Continente. «Questa è stata la posizione formale del governo degli Stati Uniti fin dall’inizio di questa amministrazione - francamente potremmo risalire alla precedente amministrazione Trump - ovvero che la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti», ha dichiarato, lunedì sera, il vicecapo dello staff della Casa Bianca, Stephen Miller. «Non si tratterebbe di un’azione militare contro la Groenlandia: la Groenlandia ha una popolazione di 30.000 persone. La vera domanda è: con quale diritto la Danimarca rivendica il controllo sulla Groenlandia?», ha proseguito, per poi aggiungere: «Qual è la base della sua rivendicazione territoriale? Qual è la base per cui si considera la Groenlandia una colonia della Danimarca? Gli Stati Uniti sono la potenza della Nato. Affinché gli Stati Uniti possano proteggere la regione artica e difendere la Nato e i suoi interessi, ovviamente la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti». «Nessuno combatterà militarmente gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia», ha anche detto Miller.

Dopo la moschea Miriam di via Padova a Milano, anche quella di Piacenza sulla strada Caorsana aveva legami con l’Abspp, l’associazione benefica di solidarietà al popolo palestinese accusata di essere uno strumento per raccogliere fondi per Hamas. Elemento ancora più inquietante è che stiamo parlando della comunità che fa capo al piacentino di adozione Yassine Baradai, neo eletto presidente dell’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii).