Donald Trump piomba col peso di una maxi-delegazione americana targata Maga - Make America Great Again - sul Forum di Davos.

E i meeting del 2026, convocati nel segno di 'Uno spirito di dialogo', già prima di cominciare fanno i conti con un'agenda scompaginata dagli incontri bilaterali e dalle riunioni ristrette, da Gaza all'Ucraina, che ruotano attorno al presidente Usa. Magari nel perimetro di sicurezza del Forum ma con un'organizzazione totalmente nelle mani del tycoon.

Col presidente Usa, che dovrebbe tenere il suo 'special address' rivolto al pubblico mercoledì 21 gennaio, ci sarà "la delegazione americana maggiore di sempre", ha detto il presidente del Wef Borge Brende introducendo i lavori che partono lunedì 19 per concludersi venerdì 23. Sono attesi il segretario di Stato Marco Rubio, quello del Tesoro Scott Bessent, il segretario al Commercio Howard Lutnick e quello dell'Energia Chris Wright. Ma anche anche Steve Witkoff, coinvolto nei negoziati su Ucraina e Gaza, e Jared Kushner, il finanziere genero di Donald Trump.

"Un momento chiave per l'economia e la geopolitica" - dice Brende - che però arriva nel "contesto geopolitico più complesso dal 1945". Un contesto che vede Trump protagonista: a partire dagli sforzi di pacificazione per l'Ucraina al suo quarto anno di guerra che saranno al centro, a Davos, di una riunione dei consiglieri di sicurezza nazionale e poi di un "focus speciale" fra Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i volenterosi e il segretario generale della Nato Mark Rutte.