Banff (Canada), 16 giu. (askanews) – Al G7 i leader europei cercano un coordinamento per “arginare” Donald Trump, ma al tycoon presidente degli Usa bastano poche parole – come spesso accade – per creare scompiglio. Questa mattina, prima dell’inizio del vertice, intorno al tavolo si sono incontrati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, i presidenti della Commissione e del Consiglio europeo Ursula von der Leyen e Antonio Costa. “Al lavoro”, ha scritto su X Macron. L’obiettivo della riunione era stabilire una linea comune, per presentarsi con più forza nel confronto con Trump.
Ma il presidente Usa – dopo che ieri aveva lanciato la proposta choc di Vladimir Putin come mediatore tra Israele e Iran – prima dell’avvio dei lavori ha incontrato il primo ministro canadese Mark Carney e risposto ai giornalisti, sparigliando (e facendo innervosire il padrone di casa, che a un certo punto l’ha interrotto). Trump, tra le altre cose, ha detto che è stato un errore cacciare la Russia dal G8: “Il G7 era il G8 prima che Barack Obama e una persona chiamata Trudeau decidessero di escludere la Russia” ma la presenza di Mosca “avrebbe evitato la guerra in Ucraina”. Dopo aver auspicato l’ingresso della Cina tra i Grandi, sull’Iran ha invitato Teheran a negoziare perchè “non sta vincendo la guerra”, ma la Casa Bianca ha già annunciato che non firmerà la dichiarazione congiunta che proprio gli europei hanno messo a punto. La bozza riafferma il diritto di Israele a difendersi e stabilisce che l’Iran non dovrà mai ottenere un’arma nucleare.












