È da ben due settimane che l'Iran è animato da dure proteste contro il regime degli ayatollah. Proteste che finiscono sempre con una violenta repressione. Di qui la minaccia del presidente americano Donald Trump di intervenire militarmente nel caso in cui la repressione contro i civili dovesse continuare e degenerare. Domani, martedì 13 gennaio, si terrà un briefing per decidere in che modo agiranno gli Usa. Una minaccia a cui Teheran ha già risposto: il presidente del parlamento iraniano ha avvertito che l'esercito americano e Israele saranno "bersagli legittimi" se l'America attaccherà la Repubblica Islamica.
Stando a quanto trapelato nelle ultime ore e riportato dal Telegraph citando funzionari statunitensi, l'America starebbe preparando possibili attacchi informatici contro l'Iran. Dunque, sarebbero in corso operazioni informatiche volte a punire la leadership iraniana per la violenza usata contro chi protesta. Teheran, però, non sarebbe disposta a fare nessun passo indietro. Il capo della magistratura iraniana Mohsen Ejei su X ha scritto: "Ci sarà tolleranza zero nei confronti di coloro che hanno incitato e incitano la gente alle rivolte, così come nei confronti di coloro che hanno provocato individui attraverso dichiarazioni ambigue".














