In Iran continuano le proteste e la brutale repressione del regime. Nelle ultime ore si moltiplicano i segnali di un doppio binario: da un lato i contatti riservati con Washington, dall’altro le mosse degli ayatollah per scongiurare il cambio di regime. Secondo indiscrezioni di stampa il ministro degli Esteri Abbas Araghchi avrebbe cercato l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Intanto, circola l’ipotesi che parte delle riserve auree di Teheran sia stata trasferita a Mosca. Sul fronte internazionale, poi, arriva lo strappo del Parlamento europeo che chiude le porte ai diplomatici iraniani. Dagli Usa, Donald Trump fa sapere di non escludere l'uso della forza contro il regime,
La Casa Bianca: "Trump non teme di usare la forza"
Il presidente Usa, Donald Trump, fa sapere la Casa Bianca, "non ha paura di usare la forza in Iran ma vuole la diplomazia". La portavoce Karoline Leavitt ha poi dichiarato a Fox News che Teheran sta mandando agli Stati Uniti "messaggi alquanto diversi" rispetto a quelli pubblici, alludendo a toni più concilianti. Il presidente, ha aggiunto Leavitt, "è molto bravo a tenere sempre tutte le opzioni sul tavolo. Gli attacchi aerei sarebbero una delle molte opzioni sul tavolo. La diplomazia è sempre la prima opzione per il presidente".














