Torna libero dopo quasi 14 mesi di detenzione nel carcere di El Rodeo a Caracas. Mario Burlò, 53enne imprenditore torinese, è stato rilasciato insieme al cooperante Alberto Trentini. Coinvolto in vari procedimenti giudiziari in Italia, della sua reclusione in Venezuela si era venuti a conoscenza proprio durante uno di questi processi, perché risultava irreperibile.
Burlò era stato fermato novembre del 2024 a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenuto “arbitrariamente” senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa. All’epoca aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali. Fondatore del gruppo OJ Solution, colosso dell’outsourcing con sede a Torino, era un volto noto del panorama economico piemontese.
La sua popolarità era cresciuta grazie alle sponsorizzazioni sportive: Burlò è stato l’ultimo patron della Auxilium Basket Torino prima del fallimento della storica società e ha sostenuto diverse realtà calcistiche e di pallamano tra Piemonte e Sardegna. In Italia era stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ’ndrangheta in Piemonte: recentemente la Cassazione lo aveva però assolto. Nei giorni scorsi, invece, il Tribunale di Torino aveva stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket, per il quale sono state condannate nove persone.











