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Lunedì in Venezuela sono stati liberati Alberto Trentini e Mario Burlò, due detenuti italiani che erano imprigionati nel paese dal novembre del 2024. Burlò è un imprenditore di Torino, al centro di diversi processi in Italia per reati fiscali e finanziari: si era saputo della sua detenzione in Venezuela proprio durante uno di questi processi, dato che non si riusciva a rintracciarlo.

Le circostanze in cui Burlò era finito in Venezuela, dove poi è stato arrestato, non sono chiare. Per molto tempo ci sono stati dubbi anche sulla sua effettiva detenzione, che le autorità italiane non erano riuscite a confermare, e la sua famiglia a lungo non aveva potuto contattarlo. Dopo la sua liberazione Maurizio Basile, il suo avvocato, ha confermato a Sky tg24 che Burlò era stato accusato genericamente di cospirazione e terrorismo mentre era in Venezuela per attività imprenditoriali, ma che le accuse contro di lui non hanno nulla di specifico e di concreto.

Per la maggior parte della sua detenzione Burlò infatti non era stato formalmente imputato di alcun capo di accusa. Solo nel novembre del 2025, durante una visita consolare in carcere, aveva detto di essere stato rinviato a giudizio per generiche accuse di terrorismo.