Secondo l’imam, l’attuale stallo sarebbe dovuto «a persone e tendenze politiche che non vogliono permettere ai musulmani di godere del diritto di confessare la loro fede e di aprire i loro luoghi di culto». Poi il riferimento religioso: «Allah ha ordinato di innalzare le sue case sulla Terra affinché venisse adorato. Case come quella che noi vogliamo realizzare con il nostro progetto». Occorre ricordare che in realtà non c’è stato alcun complotto politico. Più semplicemente, a fine luglio la struttura è stata sottoposta a sequestro penale per abusi edilizi, secondo l’art. 321 CPP per il reato di cui all’Art. 4 del DPR 380/01. Secondo il progetto, si tratta di una moschea che dovrebbe avere una capienza di mille persone e dovrebbe sorgere a piazza delle Camelie, nel palazzo dell’ex mobilificio Gaggioli, in disuso da decenni.