Dieci giorni fa avevamo dato la notizia della ripartenza del cantiere di quella che dovrebbe diventare la seconda più grande moschea di Roma, capace di ospitare mille persone. I lavori riguardavano la parte del palazzo non sequestrata, ovvero i piani più alti dell’immobile in piazza delle Camelie, a Centocelle. L’altro ieri, però, la polizia di Roma Capitale ha tolto i sigilli anche ai livelli più bassi, sequestrati il 31 luglio scorso. Una prima vittoria per l’imam Mohamed Ben Mohamed, che attualmente guida il centro islamico Al Huda in via dei Frassini, nello stesso quartiere. Poco dopo Natale aveva promesso ai fedeli che non si sarebbe fermato: «Allah ha ordinato di innalzare le sue case sulla Terra affinché venisse adorato. Case come quella che noi vogliamo realizzare con il nostro progetto». L’intera vicenda è avvolta da diverse ombre. Un aspetto ancora mai chiarito del tutto riguarda quali lavori si stiano davvero portando avanti e con quali titoli.