Il cantiere della nuova grande moschea di Roma di piazza delle Camelie, quella che dovrebbe diventare il secondo centro di preghiera islamico della Capitale, è stato dissequestrato tre giorni fa. Ma chi la sta costruendo? I finanziamenti, almeno in un primo momento, sono arrivati dall’estero, come aveva spiegato l’imam di Centocelle Mohamed Ben Mohamed un anno fa proprio a Il Tempo: «Abbiamo comprato l’immobile dodici anni fa (era il 2013, ndr), l’acquisto è avvenuto tramite i soldi arrivati dal Qatar. Ma subito dopo tutto si è fermato e ogni volta che abbiamo la disponibilità economica grazie alle donazioni dei fedeli mandiamo avanti i lavori». Lavori che, almeno stando a quanto si può leggere sul cartello affisso al cantiere, vengono eseguiti dal consorzio Glam, sotto cui ricadono altre sei società. Ciò che salta subito all’occhio, grazie ad una semplice visura camerale fatta da Il Tempo, sono i settori in cui queste aziende sono specializzate. L’«attività prevalente» del consorzio, si legge, riguarda «impresa di pulizie, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione». Non c’è motivo di dubitare che sia specializzata anche nella ristrutturazione di immobili, dal momento che i lavori in questione riguardano, come si legge sul cantiere, «l’efficientamento energetico e il miglioramento strutturale sismico».