I"tentacoli" della nuova grande moschea di Roma si allungano sotto i palazzi di Centocelle per quello che è destinato a diventare un enorme spazio di preghiera riservato ai fedeli di religione islamica. Dopo il dissequestro del 21 gennaio scorso, i lavori proseguono e, parallelamente, cresce la preoccupazione dei residenti di questo quadrante a est della Capitale. Temono una vera e propria invasione, in un quartiere che non è attrezzato a trasformarsi in una sorta di Mecca urbana. Parliamo di mille metri quadrati sotterranei che partono dal grande palazzone (un ex mobilificio) in piazza delle Camelie e che si distendono sotto tre edifici residenziali privati. Venerdì scorso i residenti di questi tre edifici hanno organizzato una banale riunione di condominio nel corso della quale si è presentato a sorpresa l’imam Mohamed Ben Mohamed, che attualmente guida la più piccola moschea di via dei Frassini. Un centro islamico Al Huda, frequentato storicamente anche da Mohammad Suleiman Mousa Ahmad, alias Abu Omar, considerato dalla procura di Genova il braccio destro romano di Mohammad Hannoun. Quest’ultimo è stato arrestato il 27 dicembre scorso con l’accusa di essere a capo della «cellula» italiana di Hamas. Ma torniamo alla riunione di condominio, l’unico modo per i residenti di far sentire la loro voce, dal momento che dal Municipio V di Roma, governato dal Partito democratico, finora non sono arrivate risposte.