Città del Vaticano, 13 gen. (askanews) – Una Chiesa a Roma che conferma la sua vocazione “in uscita” e verso le periferie della capitale e con una propensione a progetti sostenibili e polivalenti. Su questa strada si è orientata anche l’architettura che, per volere del Vicariato di Roma, di intesa con la Conferenza episcopale italiana, ha presentato stamane a Roma la prima fase del “Programma nuove chiese”. Un incontro con la stampa avvenuta alla presenza del cardinale Baldo Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma; don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto della Cei. A moderare padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma.

Il programma, è stato spiegato oggi, mira alla realizzazione di cinque nuovi complessi parrocchiali “che siano sostenibili, versatili, riconoscibili”. Si tratta di Santa Brigida di Svezia, San Giovanni Nepomuceno Neumann, Sant’Anselmo alla Cecchignola, San Vincenzo de’ Paoli, ed infine dell’ampliamanto di Sant’Anna a Morena. La fase progettuale, in accordo con la Conferenza episcopale italiana, avrà inizio con una “Manifestazione di interesse” per individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti ed esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione. Gli esiti delle procedure saranno valutati, quindi, da una commissione giudicatrice ed, a seguire, un incarico professionale ai gruppi vincitori. L’affidamento dei lavori si svolgerà poi in forma di appalto integrato.