Roma, 9 gen. (askanews) – In principio fu il decreto anti rave. Sin dall’insediamento Giorgia Meloni ha puntato molto sulla sicurezza e su provvedimenti che mostrassero la volontà del governo di rafforzarla. E per il 2026, anno che porterà questo Parlamento dritto verso le elezioni Politiche, la presidente del Consiglio ha intenzione di tornare a insistere su questo terreno, a farne un tema centrale della prossima campagna elettorale. Come ha dimostrato nella conferenza stampa annuale organizzata dall’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione stampa parlamentare. “Abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza in questi tre anni, anni di lassismo non sono facili da cancellare, ma i risultati per me non sono sufficienti”, ha ammesso.
Dentro la maggioranza è chiaro che i tanti episodi di cronaca alimentano una diffusa percezione di sfiducia nei cittadini che potrebbe essere penalizzante nelle urne, soprattutto per una destra ‘law and order’ e in una fase in cui è più complicato poter intervenire sul fronte economico. Ed è talmente chiaro che è già partita una sorta di competizione interna alla stessa coalizione tra Lega e Fratelli d’Italia su chi ha più a cuore il problema.
Durante l’incontro con i giornalisti, Giorgia Meloni ammette che “alcuni dei provvedimenti cominciano a dare risultati: i dati dicono che nei primi 10 mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5% rispetto all’anno precedente”, ma allo stesso tempo spiega che “questo deve essere l’anno in cui si cambia passo su questa materia, in cui si fa molto di più”. Tra le nuove misure annunciate, un testo “che verrà presentato nei prossimi Cdm” per contrastare il fenomeno ormai “fuori controllo” delle baby gang.











