Poco più di un anno allo scioglimento delle Camere, un referendum che si svolgerà tra settanta giorni, dopo il quale inizierà una lunghissima campagna elettorale. Per Giorgia Meloni la conferenza stampa di inizio 2026 è l’occasione per illustrare il suo programma di fine legislatura. Due temi su tutti: sicurezza e crescita economica. La premier sa che sono cruciali per gli elettori di centrodestra, e il fatto che la sinistra, soprattutto sul primo, non rappresenti un’alternativa credibile, non basta a farla stare tranquilla.

Né intende rinunciare all’anima “sociale” del suo governo, che avrà il proprio provvedimento-simbolo in un grande piano casa. Sulla sicurezza, ieri Meloni ha mostrato una sincerità non comune per un politico: «I risultati per me non sono sufficienti. Penso che questo debba essere l’anno in cui si cambia passo». Non è un attestato di sfiducia per Matteo Piantedosi, e per dimostrarlo ha ricordato il gran lavoro fatto in questi anni, elencando il “decreto Sicurezza”, gli stanziamenti per le forze dell’ordine, le operazioni per le strade sicure, le case restituite ai proprietari, la riduzione degli arrivi di immigrati illegali e gli altri interventi. Che stanno funzionando, numeri alla mano, visto che nei primi dieci mesi del 2025 «i reati sono calati del 3,5%».