"Oltre due ore di conversazioni e di programmi. Vorrò, farò, programmeremo". Giorgia Meloni parla e Giuseppe Conte, insieme al Pd e alle opposizioni, sbroccano. Sono violente le polemiche della sinistra subito dopo la conferenza stampa della premier che ha voluto incontrare i cronisti non a fine 2025 ma a inizio 2026 per fare un bilancio dell'anno passato e indicare la rotta per quello appena iniziato.

"Dopo tre anni di governo non ci ha detto nulla e non ha dato una risposta ai 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure per le liste d’attesa - incalza Conte -. La sanità non è tra le priorità indicate e invece ha taciuto una priorità che è quella del riarmo. Giorgetti ha anticipato che chiederanno uno scostamento per prendere soldi in deficit per le armi. Intanto le difficoltà degli italiani aumentano”. Il presidente del Movimento 5 Stelle parla di "tanti impegni ma dopo tre anni ci aspettavamo qualcosa di concreto. Per quanto riguarda il diritto internazionale abbiamo scoperto che funziona fino a un certo limite. E il limite lo stabilisce Donald Trump. E noi ovviamente a seguirlo".

"Ancora una volta - aggiunge Ketty Damante, senatrice M5s e segretaria in commissione Bilancio a Palazzo Madama - la presidente Meloni non risponde alle domande e fa la vittima, la sua specialità olimpica. Ha ribadito che siamo un Paese che va meglio di altri, che i fondamentali economici ci fanno essere tra i primi in Europa, che il potere d'acquisto delle famiglie cresce così come l'occupazione. Viene da chiedersi in che Paese viva la Meloni. Il costo del carrello della spesa è cresciuto del 25%, la sanità è al collasso mentre il miracolo dell'occupazione riguarda solo gli ultra cinquantenni o il lavoro povero, e intanto sono 12 milioni le persone che hanno rinunciato a cercare un'occupazione. Tutto questo mentre l'industria è immobile da quando si è insediato il governo e i salari sono pressoché gli stessi da anni".