VENEZIA - Nel crescendo di ansia che sale ormai da 419 giorni, al Lido di Venezia è il momento più difficile per mamma Armanda e papà Ezio. La destituzione di Nicolás Maduro ha aperto qualche squarcio di cauto ottimismo per il rilascio del cooperante Alberto Trentini, ma la fiducia rimane inevitabilmente sospesa nell’incertezza della situazione geopolitica internazionale. Gli accadimenti convulsi rendono ancora più delicate, di quanto non lo siano state in precedenza, le riavviate trattative tra Italia e Venezuela, in un contesto diplomatico complesso che secondo quanto emerso nelle ultime ore, vede attivi in un ruolo cruciale gli Stati Uniti con la mediazione del Vaticano.
Perciò ieri i coniugi Trentini, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, hanno rivolto un appello pubblico al riserbo sui negoziati in corso: «La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione di Alberto. Ringraziamo tutti per la comprensione e la solidarietà».
Trentini, l'appello della famiglia: «Giornate di angoscia. Chiediamo di rispettare il silenzio, ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione di Alberto»










