VENEZIA - È ancora buio, quando la notizia della liberazione di Alberto Trentini arriva al Lido. La luce tanto attesa, dopo un tunnel durato 423 lunghissimi giorni, per mamma Armanda e papà Ezio. Per gli amici della parrocchia di Sant’Antonio e per tutti quelli che in questi mesi si sono mobilitati per tenere alta l’attenzione sulle sorti del cooperante veneziano rinchiuso, senza un perché, nel carcere venezuelano di El Rodeo I.

La prima dichiarazione pubblica di mamma Armanda arriva solo in serata, affidata a una nota audio per la puntata de “Il Cavallo e la torre” di Marco Damilano su Rai3. «Ho difficoltà ad esprimermi perché la gioia è immensa per la notizia di stanotte e potete immaginare come stiamo vivendo anche queste ore. Voglio darvi un merito, ci avete aiutato con la vostra presenza anche silenziosa ad arrivare al risultato che abbiamo ottenuto, grazie di cuore. E vorrei abbracciarvi tanta è la mia riconoscenza». Parole che chiudono una lunga giornata, iniziata poco dopo le 5 del mattino, quando è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a scrivere su X che Alberto è al sicuro nell’ambasciata italiana di Caracas. Per la comunità del Lido è un risveglio di gioia. Alle 7 in punto il parroco, don Roberto Mazzuia, fa suonare le campane a festa. E due ore dopo è sull’altare per celebrare una prima messa di ringraziamento. Fuori commercianti ed esercenti si sono già organizzati per addobbare la strada con tanti palloncini tricolore. Un segno di festa pubblica, mentre nella casa dei genitori, che si affaccia proprio sul patronato, dove Alberto è cresciuto, si vivono, in privato, ore di grande emozione.