La liberazione di Alberto Trentini rimbalza a Bologna, allarga i cuori di chi sin dalla prima ora (buia) della sua carcerazione ha dato battaglia. Così l’artista Alessandro Bergonzoni, che dice: “Adesso le lacrime che si versano per i dolori delle mancanze - ho sempre pensato infinitamente ai genitori e allo strazio del non poter difendere un figlio un cuore una mente in Venezuela per donarsi ai disabili e agli abbandonati – finalmente le possiamo far scendere rianimati ed euforici”.

L’invito di Bergonzoni ora è di “cominciare ad aprire di nuovo i nostri sorrisi alla vita, la sua coi familiari e amici, e soprattutto alle sue altre vite. Ringraziarlo per ciò che faceva, scusarci per non aver noi dato e fatto molto di più. E fare un bell’inchino di felicità e rispetto anche verso tutti gli altri che non vediamo e sappiamo nel mondo e sono tanti troppi. Adesso Wiwa!”.

Alla finestra di Palazzo d’Accursio lo striscione “Alberto Trentini libero”, il sindaco Matteo Lepore commenta via social: “Oggi è un bellissimo giorno”.

Il disegnatore Costantini: “Sollievo”

Gianluca Costantini, docente all’Accademia di Belle Arti, lotta per i diritti umani con la sua matita, e ha seguito fin dalle prime ore, attraverso i suoi disegni, la storia di Alberto Trentini, “perché – racconta – ogni vicenda di privazione ingiusta della libertà ci interpella direttamente”.