VENEZIA - Anche ieri, nella messa solenne dell'Epifania, la parrocchia di Sant'Antonio al Lido di Venezia ha pregato per la liberazione di Alberto Trentini. Papà Ezio e mamma Armanda erano presenti alla liturgia, presieduta dal parroco don Renato Mazzuia e concelebrata dal diacono Bruno Brunelli. Come avviene dal giorno in cui, a gennaio di un anno fa, è stato reso pubblico il suo arresto, la vicinanza ad Alberto e alla sua famiglia è stata espressa dall'ambone in una preghiera dei fedeli. Ad Alberto la parrocchia ha anche dedicato la Novena di Natale. L'attenzione e la mobilitazione non si fermano, in attesa di notizie, specie in un momento così difficile e incerto per il Venezuela. Al termine della messa Ezio e Armanda sono usciti, senza rilasciare alcuna dichiarazione, ma stringendo mani e ricevendo abbracci da tutti i fedeli.
Davanti alla chiesa i genitori del cooperante hanno incontrato il veneziano Giuseppe Giulietti, coordinatore nazionale di Articolo 21 e schierato al loro fianco fin dall'inizio di questa vicenda. Il giornalista li ha confortati, dando parole di speranza e raccontando brevemente alla coppia la grande partecipazione che si è registrata ad Assisi, nella manifestazione promossa per chiedere l'immediata liberazione del nostro connazionale detenuto dal 15 novembre 2024. «Meno male che esistono ancora queste iniziative e una partecipazione così sentita come la messa in questa parrocchia da sempre vicina alla famiglia - ha detto Giulietti -. Questo non è il momento di tacere, anzi, se possibile, in questo frangente è il momento di insistere con altre iniziative, spontanee, pacifiche e calorose, come tutte le iniziative popolari, per tenere i riflettori accesi sulla vicenda Trentini. Il "caso" purtroppo non è chiuso e noi dobbiamo tenere accesi i riflettori su questo carcere, finché Alberto non sia liberato e potrà tornare a casa. Trovo anche incomprensibile, ora, chiamare in causa l'Unione Europea. Se mai avesse dovuto mediare, avrebbe dovuto farlo fin dall'inizio».









