Le borse hanno archiviato un 2025 decisamente positivo. Nonostante elevati picchi di volatilità, in particolare ad aprile, dopo l’annuncio dei dazi, su base annua tutti i grandi listini azionari hanno fatto registrare importanti rialzi. Anche per il nuovo anno le prospettive restano favorevoli, almeno sulla carta, ma non mancano le incertezze. I mercati puntano su una crescita economica relativamente stabile e senza scossoni (seppur con tassi diversi nelle varie macroaree geografiche), ma anche su una crescita ancora sostenuta per il comparto intelligenza artificiale e su una Federal Reserve accomodante. Il tutto auspicando in una possibile riduzione delle tensioni geopolitiche globali: dal Medio Oriente, all’Ucraina per arrivare ai dazi. Chiaramente se le cose andassero diversamente lo scenario cambierebbe con tutti gli annessi e connessi del caso.
Pianificazione finanziaria per ridurre i rischi di storni
«Nonostante il rumore di fondo generato da tensioni geopolitiche, spinte inflazionistiche e spese in Intelligenza artificiale, approcciamo il 2026 reduci da un ciclo azionario estremamente generoso che richiede oggi una prudenza rigorosa», spiega il Professor Giovanni Cuniberti, ceo di Cuniberti & Partners SIM «In questo scenario, la pianificazione finanziaria non è più solo una scelta, ma un’architettura necessaria per proteggere il patrimonio. Una diversificazione autenticamente strategica — e non meramente legata ai prodotti — è l'unico strumento capace di trasformare gli inevitabili storni di mercato in preziose finestre di opportunità, garantendo serenità e visione di lungo periodo».













