Settantatrè anni, ex infermiere del Gaslini, Ignazio Barone porta la magia del Natale negli ospedali e negli asili. Qualche giorno fa, l'arrivo, a sorpresa, a Palazzo Tursi: “Ai politici chiedo di impegnarsi su temi concreti”
Babbo Natale Ignazio Barone insieme a Fabio Rovazzi
Genova - Nel suo appartamento, a Sturla, conserva almeno un migliaio di letterine, sulle quali sono affidati i desideri più profondi dei bambini. Da quarant’anni, con l’arrivo di dicembre, Ignazio Barone rispolvera il suo abito bianco e rosso da Babbo Natale per incontrare i più piccoli. Della barba bianca finta non ne ha bisogno: la sua è naturale. Settantatré anni, siciliano di nascita ma cresciuto a Genova, Ignazio ha lavorato come infermiere all’Istituto Giannina Gaslini per più di trent’anni: “Non solo un lavoro, ma una vera e propria missione. Ho toccato con mano il dolore, le paure e le preoccupazioni cercando sempre una parola di conforto per i bambini e i loro genitori”.
Lo scorso 11 dicembre, accompagnato dalla giovane elfa Arianna, Ignazio ha fatto visita ai piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico genovese portando la magia del Natale, proprio lì dove è più difficile sentirla. Poi è stata la volta del reparto di Cardiologia del Policlinico San Donato, a San Donato Milanese, dove ad affiancarlo c’era anche il cantante Fabio Rovazzi. Dietro ogni dono consegnato c’è una grande rete di solidarietà: “Grazie alla generosità di moltissime persone, genovesi e non solo, e al supporto, via social, del gruppo Genova La Superba e di due care amiche, Monica Gorlero e Anna Gigli Molinari, abbiamo raccolto moltissimi doni riempiendo ben undici pacchi”.















