Roma, 23 dic. (askanews) – “Caro Babbo Natale, siamo le lavoratrici e i lavoratori del cinema, siamo quelle persone strane che vedi aggirarsi per i set a orari improbabili, cariche di cavi, proiettori, lenti, monitor, stativi, trucco e costumi, nutrite a caffè, cestini e speranza (…). Quest’anno non ti chiediamo un nuovo kit di lenti o un furgone più spazioso. Vorremmo un rinnovo vero del nostro CCNL, legalizzato e blindato, che ci tuteli davvero. Regole scritte nero su bianco che non siano interpretative come una sceneggiatura di Lynch e nemmeno una visione futuristica e fantascientifica alla Nolan. Orari umani, sicurezza sul lavoro e un reddito dignitoso”: così in una lettera inviata a Babbo Natale, accompagnata da un disegno fatto a mano (china su carta) di Viviana Lo Russo, il comitato organizzativo #SiamoaiTitolidiCoda dei lavoratori e lavoratrici del cineaudiovisivo, rilancia le sue richieste per migliorare le condizioni di lavoro del settore in crisi e non solo.

“Sappiamo che sei un esperto di logistica e turni massacranti in una sola notte, quindi, se c’è qualcuno che può capirci, quello sei proprio tu – prosegue la missiva – Solo che noi la ‘notte magica’ la facciamo circa duecento volte l’anno, quando lavoriamo, e senza renne volanti che ci riportino a casa in orario. Anche quest’anno siamo stati bravi. Abbiamo ricordato a tutti che dietro ogni fotogramma ci sono schiene che si spezzano e vite private messe in pausa, Non siamo solo ‘l’ultima riga dei titoli di coda’ che nessuno legge mai perché scatta l’anteprima del prossimo episodio”.