TREVISO - Epifanie. Nei Dubliners James Joyce allude a momenti vissuti nel passato che emergono all'improvviso nella completezza di sensazioni. Qualcosa che va oltre il semplice ricordo e investe la memoria, il tatto, l'olfatto. Gli addobbi di Natale per Giuggi Di Paolo, ex docente di lingua e letteratura inglese al liceo Canova e all'Artistico, hanno esattamente questa funzione. Sono un po' la sua madeleine visiva, citando invece Proust. Evocano un passato felice, che si imprime nel cuore non appena apre i trenta scatoloni dove conserva oggetti collezionati da decenni e provenienti da ogni parte del mondo. Una passione singolare che viene dall'infanzia e dal ricordo affettuoso dei Natali con le amatissime sorelle. E che si traduce in circa un mese di lavoro per allestire più di venti alberi di diversi dimensioni in ogni luogo della casa. Anche in bagno e in macchina. Di Paolo, che negli anni ha svolto attività teatrale vincendo vari concorsi come attrice e anche drammaturga, attualmente ha una compagnia che si chiama Destino Teatro. A volte recita con il nome d'arte di Silvia Castelli, ricordando il nome de plume che usava da bambina quando giocava "alle signore".
«È proprio durante la mia infanzia che nasce il grande amore per l'albero di Natale-racconta- Il momento del suo allestimento mi vedeva particolarmente coinvolta e felice, aiutavo mia sorella Lucia, più grande di me, a mettere le palline (ne conservo alcune di quelle dell'infanzia, mal ridotte ma piene di ricordi per me) e mentre preparavamo l'albero pensavo al momento gioioso che sarebbe arrivato: il rientro a casa per le vacanze natalizie della mia amatissima sorella Paola, la maggiore, da Pisa, dove era studentessa alla Normale. In quei giorni venivo rapita dalla magia delle luci e dei canti di Natale provenienti dal disco sul giradischi (preistoria!) e dal profumo di pino che si diffondeva per tutto il soggiorno».















