Antonio ha nove anni e a Babbo Natale chiede una nuova mamma e un nuovo papà. Scrive: “Per me questo sarebbe il regalo più bello della mia vita”. E per essere più persuasivo promette: “Mi impegnerò di più a scuola e mi allenerò a leggere”.

Michele ha dieci anni, alterna corsivo e stampatello: chiede che sua mamma – che fa da mamma e papà – torni a sorridere.

Antonio, “quasi sei anni “, dice che il suo regalo l’ha già avuto: tornare a scuola dopo un anno in ospedale.

«Sono bellissimi, i bambini e i loro desideri», dice Anna. «Certo, non possiamo esaudirli tutti, e questo ci fa male, soprattutto quando si tratta di malattie, o quando naturalmente devono essere i servizi sociali a decidere – aggiunge -. Ma ci rimbocchiamo le maniche: c’è una rete di 460 benefattori, quasi tutti preferiscono non comparire. Non raccogliamo soldi, ma abbiamo messo in piedi un sistema che risolve i problemi concretamente, acquistando dispositivi medici o materiale scolastico, trovando casa in locazione per chi viene a Napoli a curarsi, offrendo assistenza alle madri con figli degenti in ospedale oppure dando una mano ai bambini che vivono con genitori indigenti. E qualche volta – racconta - ci riescono piccoli miracoli che scaldano il cuore, come quella volta, è passato qualche anno, in cui abbiamo arredato di mobili per intero la casa di un bimbo, era quel che ci aveva chiesto, candidamente, nella sua letterina. Siamo attivi tutto l’anno ma a Natale ci scaldiamo un po’ di più: chi vuole darci una mano, può cercarmi sui social». Il 22 dicembre, festa per tutti. Poi, c’è da aspettare Babbo Natale. Per un sorriso, a molti basterà quello.