Il pianto di Natale sa che lo conosco, che non cedo alla sua stucchevole lusinga, lo vedo arrivare da lontano e mi scanso. Dunque lui, il pianto, cerca di cogliermi di sorpresa: qualche volta gioca d’anticipo oppure leggermente in ritardo ma io anche questo lo so, dunque ormai da qualche anno vinco. (Posso e devo piangere ogni volta che voglio, ma non — per favore — non perché è Natale. Lo so, ciascuno ha le sue insensate regole). L’altro giorno mi ha fregata. Ero distratta, difese abbassate, un filo d’ansia, in coda all’aeroporto per un viaggio che dura più di ventiquattro ore. Coda lunghissima. In una delle anse del serpente-fila mi si affianca un ragazzo. Cappello con la visiera dietro, occhi chiari, bagaglio leggero. Capisce che sono italiana. Anche lei torna a casa per Natale signora? Sì, anche tu? Eh, io sono tre anni che non torno: è una certa emozione, tornare dopo tre anni. Chissà come la trovo l’Italia. Di dove sei? Vicino Milano. Come mai non torni da così tanto? Cosa vuole, sono venuto qui dopo la scuola a cercare lavoro, ho fatto di tutto, mi sono trovato benissimo, sapesse quanti ragazzi italiani ci sono: ma bravi eh? Bravissimi, che si fermano qui. D’altra parte, 45 dollari all’ora per fare il cameriere in Italia ma anche in Europa dove li guadagni? E poi qui c’è tutta questa libertà, nessuno ti giudica. C’è una possibilità enorme di fare progetti, per chi sa e vuole. Ho cominciato a lavorare per mettere soldi da parte e non sono più tornato. Mamma però la sento sempre, eh? La chiamo tutte le settimane. Però ora ho pensato dai, anche per mia madre il tempo passa, le videochiamate va bene ma le faccio un regalo di Natale, questa volta vado. Me lo faccio anche per me, il regalo. Ho trovato un volo in offerta e l’ho preso. Bravissimo. Chissà come sarà contenta di sapere che vai. Eh, ma lei non lo sa. Come non lo sa? Non lo sa, le faccio una sorpresa: arrivo a Milano, prendo il treno, vado al paese citofono a casa e dico: signora, posta. C’è un regalo per lei.
In coda una storia di Natale
Una sorpresa che sarà il regalo sotto l’albero












