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22 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 22:39

Nel passaggio finale della legge di Bilancio, salta un pacchetto di norme inserite nel maxi-emendamento che erano evidentemente estranee alla manovra, problematiche sul piano dell’equilibrio costituzionale e avrebbero potuto incidere su diritti, garanzie e assetti ordinamentali senza un adeguato dibattito parlamentare. Le misure saranno espunte dal maxi-emendamento attraverso il parere della commissione Bilancio del Senato martedì mattina alle 8:30, all’ultimo secondo prima del voto in aula sulla fiducia.

La scure cade innanzitutto sull’emendamento che salvava i datori di lavoro dall’obbligo di versare al lavoratore sottopagato gli arretrati nel caso un giudice stabilisse che la paga era in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione. Una modifica con effetti diretti sul contenzioso e sui rapporti di lavoro, inserita in manovra – pur trattandosi di una materia sostanziale e non finanziaria – dopo che la scorsa estate il senatore di Fratelli d’Italia Salvo Pogliese aveva provato senza successo a farla entrare in un decreto Ilva.