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20 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:34

“Una manovra seria che si concentra sulle stesse grandi priorità delle precedenti: famiglia e natalità, riduzione delle tasse, sostegno alle imprese e sanità”. Così Giorgia Meloni, il 16 ottobre, aveva presentato il disegno di legge di Bilancio appena approvato in consiglio dei ministri. A due mesi di distanza, e quando mancano meno di due settimane all’esercizio provvisorio, il governo ha sfiorato la crisi su un maxiemendamento che modificava in maniera sostanziale la mini-manovra da 18,5 miliardi aggiungendo un pacchetto da 3,5 miliardi di sgravi e incentivi per le imprese finanziati tra il resto con una stretta draconiana sulle pensioni. Fino alla marcia indietro arrivata nella notte tra giovedì e venerdì e al successivo nuovo testacoda seguito al vertice di emergenza di venerdì pomeriggio. Il punto di caduta, al netto del taglio Irpef che porterà benefici soprattutto alla parte di popolazione che ha redditi più alti, è un testo che non mantiene la promessa di ridurre le tasse.

Nel pacchetto di riformulazioni del governo approvato venerdì in commissione Bilancio c’è per prima cosa un aumento che riguarda milioni di automobilisti: per i contratti assicurativi stipulati dal 1° gennaio 2026 sale al 12,5% l’aliquota dell’imposta applicata alle polizze Rc auto limitatamente alle coperture per infortuni del conducente e assistenza stradale. Una voce che pesa sempre di più nei premi complessivi e che, inevitabilmente, finirà per essere scaricata sui clienti. Un adeguamento tecnico che per chi rinnova l’assicurazione si tradurrà in maggiori costi.