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Ultimo aggiornamento: 13:00

Un nuovo vertice di maggioranza sulla manovra è in corso a Palazzo Chigi. L’incontro, con la premier Giorgia Meloni, era stato annunciato al termine della riunione di giovedì scorso con i leader del centrodestra, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il viceministro Maurizio Leo e i capigruppo al Senato. Servirà per decidere quali emendamenti verranno votati dalla commissione Bilancio la prossima settimana. Sul tavolo c’è intanto l’esito della prima selezione sulle 414 proposte segnalate da maggioranza e opposizione. La presidenza ne ha dichiarate inammissibili 105: 18 per estraneità di materia e 87 per assenza di coperture. Le forze politiche avranno 24 ore per sostituire le prime, mentre le seconde potranno essere riformulate per garantire la sostenibilità finanziaria.

Passa in larga parte il pacchetto sulla sanatoria edilizia, con tre emendamenti ammessi e uno bocciato. A cadere, per coperture, è la proposta che imponeva ai Comuni il rilascio obbligatorio dei titoli edilizi in sanatoria entro il 2026. Via libera invece alle altre tre versioni della maggioranza. Sopravvivono al vaglio anche la rottamazione allargata proposta dalla Lega e la tassa sull’oro da investimento, uno dei dossier più delicati nelle trattative interne al centrodestra. Restano in piedi la proposta di Forza Italia – firmata da Maurizio Gasparri – che introduce un’imposta sostitutiva del 13% sulla rivalutazione dell’oro da investimento, a compensazione della soppressione della norma sui dividendi e l’emendamento della Lega che prevede un’aliquota al 12,5%. Via libera poi alla proposta sull’aumento della Tobin Tax e a quella di FdI, a firma di Lucio Malan, che stabilisce che le riserve auree della Banca d’Italia “appartengono allo Stato, in nome del Popolo Italiano”.