La manovra è ancora un cantiere aperto prima del rush finale con l’approvazione nell’Aula del Senato previsto per l’inizio della prossima settimana, con voto di fiducia.

Oltre al sub emendamento della Lega contro la stretta sulle pensioni anticipate e sull’uso del riscatto della laurea breve ai fini previdenziali, ieri un altro pilastro della legge di bilancio è stato smantellato. È stato ritirato, infatti, l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia che prevedeva il pagamento di una imposta da 500 euro per i pagamenti in contante superiori ai 5.000 euro e fino a 10.000 euro. La norma puntava rivedere il limite sull’utilizzo del cash oggi fissato a 5.000 euro, oltre il quale si ricorre a pagamenti tracciabili.

«A tutto c’è un Limes». E i professoroni se ne sono andati sbattendo la porta, accompagnati dal generale con le stellette e dall’eco della marcetta militare mediatica tutta grancassa e tromboni, a sottolineare come fosse democratica e dixie la ritirata strategica da quel covo di «putiniani sfegatati». La vicenda con al centro la guerra in Ucraina merita un approfondimento perché è paradigmatica di una polarizzazione che non lascia scampo a chi semplicemente intende approfondire i fatti. Nell’era del pensiero igienista, ogni contatto con il nemico e ogni lettura (anche critica) dei testi che egli produce sono considerati contaminanti.