Vietato modificare. Tornano ad accendersi le polemiche intorno alla legge di Bilancio dopo la decisione del governo di apportare cambiamenti per 3,5 miliardi. Come ha spiegato il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, relatore della Manovra, il ministro Giorgetti è andato in Commissione per annunciare che, da parte dell’esecutivo, si è preferito approntare già all’interno del provvedimento di cui è cominciato l’iter le modifiche in questione, che riguardano materie importanti come Zes, Transizione 5.0, previdenza complementare e Ponte sullo Stretto.
Se si considera il bacino totale della legge, che supera i 18,5 miliardi, si tratta di una cifra significativa. «Abbiamo un provvedimento nuovo che va incontro alle esigenze dei lavoratori e delle imprese», ha detto ancora Liris. E da sinistra, comunque, scattano gli anatemi per quanto proporre una modifica sia completamente nelle prerogative del governo.
Così, ieri, è stata una successione continua di strali. Per il capogruppo dei senatori del Pd Francesco Boccia, «Giorgetti ammette ciò che denunciavamo da settimane: la Manovra non sta in piedi e va riscritta. Il ministro dell’Economia, dopo averlo negato per settimane, oggi è venuto in Commissione Bilancio a dirci che servono correzioni e oggi arriveranno ulteriori emendamenti del governo».












