La manovra è stata approvata dal Senato. Dopo i contrasti all’interno della maggioranza sulle pensioni, alla fine la quadra è stata trovata. Ora la legge di bilancio, la quarta del governo Meloni, che vale 18,7 miliardi di euro, lievitati a 22 con i correttivi voluti da Palazzo Chigi a favore delle imprese, passerà all’esame della Camera.

Accusata di essere troppo prudente dalle opposizioni, in realtà la manovra, pur cercando di tenere i conti in ordine, in ossequio ai vincoli europei, non rinuncia a distribuire risorse a famiglie e imprese. Ecco ci contenuti principali.

La misura principale è la riduzione della seconda aliquota Irpef (che si applica ai redditi compresi tra i 28 e i 50mila euro) che scende dal 35% al 33%. Il beneficio, che costa 2,5 miliardi di euro e riguarda 13,6 milioni di contribuenti, è sterilizzato sopra i 200mila euro.

Ma oltre a questa riduzione, ci sono una serie di aumenti. Tanto per cominciare salgono le tasse sulle sigarette, 15 centesimi al pacchetto da gennaio, poi altri 11 e ancora 14 nel ‘28.

Porteranno un miliardo di gettito in più in tre anni. Poi un revival, l’incremento delle accise sul gasolio. Dal ‘26 scatta un rincaro di 4,05 centesimi al litro, equiparando l’imposta a quella che grava sulla benzina. Porta 500 milioni l’anno.