Per la legge di bilancio 2026 arriva l’ultimo atto dal finale scontato. La manovra arriva blindata alla Camera per la seconda lettura, dove in quattro giorni si chiuderà tutto. Rimasta in Senato 63 giorni per quello che lo stesso ministro dell’Economia Gianfranco Giorgetti ha definito un «percorso tortuoso», ora la strada è spianata e l’agenda parlamentare ha fissato per il 30 dicembre il voto finale in aula a Montecitorio, fiducia compresa.

Durante l’esame parlamentare, soprattutto con l’arrivo dell’ultimo emendamento del governo, la manovra è lievitata. L’asticella degli effetti finanziari si attesta a 22,3 miliardi nel 2026. L’impatto rimane di 22 miliardi nel 2027 e poi flette a 20,6 miliardi nel 2028. I capisaldi non sono cambiati, anche se sono state inserite anche norme destinate ad incidere sulle abitudini degli italiani come per esempio la tassa di 2 euro sugli acquisti sui piccoli pacchi extra Ue fino a 150 euro di valore.

Il calendario verso il sì

Alla Camera i relatori sono Andrea Barabotti della Lega, Andrea Mascaretti di FdI e Roberto Pella di FI). La prima seduta della commissione Bilancio della Camera per l’esame della manovra si è conclusa dopo circa due ore, i lavori riprenderanno domenica 28 dicembre. La convocazione è alle ore 9,30 e alle ore 10,30 sono fissate le votazioni. Il presidente della Commissione, Giuseppe Mangialavori, Forza Italia, ha accettato la richiesta dell’opposizione di permettere di intervenire domenica 28 dicembre ai parlamentari membri di altre commissioni, cofirmatari di emendamenti, anche se non è previsto dal regolamento di Montecitorio. Non ci sarà la possibilità di apportare modifiche: in caso contrario il testo dovrebbe tornare al Senato per una terza lettura ma non ci sarebbero i tempi per l’approvazione definitiva e scatterebbe l’esercizio provvisorio.