La legge di Bilancio per il 2026 parte da 16 miliardi ma l’articolato non è ancora stato del tutto definito. «Gli ingredienti della torta sono complicati, deve arrivare a giusta cottura, poi magari è buona», diceva qualche giorno fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. I temi principali della manovra sono il taglio delle tasse per il ceto medio, la rottamazione e il prelievo alle banche. Si sta lavorando sui paletti della sanatoria per le cartelle, soprattutto sulla delicata questione dei decaduti seriali, ovvero i contribuenti che hanno aderito alle precedenti rottamazioni e poi non hanno pagato le rate. Per quel che riguarda il taglio dell’Irpef, il beneficio dei 440 euro in busta paga potrebbe essere trascinato oltre i 50 mila euro per essere annullato solo dopo i 200 mila euro di reddito. Nel menu della finanziaria gli interventi per le famiglie, il blocco parziale dell’aumento di tre mesi dell’aspettativa di vita e la conferma del bonus edilizio al 50% per le ristrutturazioni sulla prima casa.
Se la manovra non dà scosse
Famiglie: verso il congedo parentale all’80%
Il pacchetto famiglia è destinato a valere un miliardo di euro e si fa strada l’ipotesi di ampliare le agevolazioni con l’applicazione del quoziente familiare ai nuclei con almeno due figli. Verso la conferma il congedo parentale facoltativo all’80% dello stipendio per tre mesi dopo la fine di quello obbligatorio. Si lavora inoltre per rendere strutturali già con questa manovra i fondi per i centri estivi. Tra le norme sul tavolo, un bonus libri per le fasce di reddito più basse, sul modello di quello di Veneto e Lombardia. L’esecutivo ragiona anche sul rafforzamento del bonus per le mamme lavoratrici: un aiuto che oggi è fissato in 40 euro mensili per redditi fino 40mila euro. Per i lavoratori l’obiettivo è alzare i tetti dei fringe benefit e detassare ulteriormente i premi di risultato che a cui si applica un’aliquota del 5%.















