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15 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:47

L’Alleanza contro la povertà ha espresso forte preoccupazione l’emendamento del governo alla legge di Bilancio che dimezza l’importo della prima mensilità dell’Assegno di inclusione (Adi) al momento del rinnovo. Una delle iniziative introdotte dall’esecutivo nel pacchetto di riformulazioni in vista del voto definitivo sulla manovra, atteso tra Natale e Capodanno. La modifica interviene sull’articolo della legge di bilancio che aveva precedentemente eliminato la mensilità di sospensione tra il primo periodo di fruizione dell’Adi e la proroga. Ma “l’importo della prima mensilità di rinnovo è riconosciuto in misura pari al cinquanta per cento dell’importo mensile del beneficio economico rinnovato ai sensi del primo periodo”, è scritto nell’emendamento, che punta a un risparmio per le casse statali di circa 100 milioni di euro. “L’ennesimo accanimento del governo contro i poveri” denuncia l’Alleanza contro la povertà, criticando sia il metodo che il merito della decisione. Nel merito, perché si introduce un taglio secco e immediato del reddito proprio nel momento di maggiore fragilità dei nuclei familiari, trasformando lo strumento di inclusione in una misura incerta e punitiva. “Si stima che circa 350-400 mila famiglie, a partire dal 2026, si troveranno a subire questa riduzione”, spiega l’Alleanza in un comunicato.