Una notte di tensioni, seguita da una maratona in commissione. Ma non basta a sbloccare la manovra: a poche ore dalla gong per i lavori, un vertice con i leader di maggioranza cambia ancora l'orizzonte: le misure per le imprese e i fondi per il caro-materiali devono entrare nella legge di Bilancio e non in un decreto ad hoc, come ipotizzato ieri sera, con la mossa che ha sbloccato l'impasse. La premier Giorgia Meloni vede nel pomeriggio i vice Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro Giorgetti e il viceministro Leo. Ed è il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani all'arrivo in Senato da Palazzo Chigi ad annunciare il nuovo colpo di scena, dopo che voci si erano ricorse nei corridoi di Palazzo Madama: "Si è deciso che è più opportuno, più corretto, anziché fare un nuovo decreto, inserire nuove coperture su un testo, che peraltro la commissione ha già visto". Il provvedimento arriverà domattina, con le norme sulla Zes, Transizione 5.0 e il caro-materiali. Non la stretta sulle pensioni anticipate, punto sul quale si era arenato l'esame della finanziaria, dopo l'impuntatura della Lega. Ancora in bilico il silenzio-assenso sul Tfr alla previdenza complementare. Le coperture dovrebbero arrivare, come spiegato dal ministro, "all'interno dei piani Inps e della rimodulazione degli investimenti".
Manovra, risolto il nodo pensioni. Cancellata la stretta sul riscatto della laurea
Una notte di tensioni, seguita da una maratona in commissione. Ma non basta a sbloccare la manovra: a poche ore dalla gong per i lavori, un ...













