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Confermata la decisione dell'Appello, per la Cassazione il canone non era dovuto

Dopo ventisette anni di ricorsi, rinvii e sentenze contrastanti, la lunga battaglia legale tra Tim e lo Stato italiano sembra arrivata davvero al capolinea. La Corte di Cassazione ha sciolto gli ultimi nodi procedurali e si è espressa a favore del gruppo guidato dall'ad Pietro Labriola, rigettando il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio contro la decisione della Corte d'Appello di Roma. In gioco c'è la restituzione del canone di concessione versato nel 1998, una somma che, tra rivalutazione e interessi, ha ormai superato il miliardo di euro.

La stessa Tim ha fatto sapere di aver ricevuto comunicazione della decisione definitiva, spiegando in una nota di aver avuto conferma della restituzione del canone concessorio preteso per il 1998, chiudendo così il contenzioso. La Suprema Corte ha quindi confermato integralmente la sentenza d'appello dell'aprile 2024, mettendo la parola fine a una vicenda che affonda le radici nella liberalizzazione del settore delle tlc.