Dopo 27 anni Tim riavrà un miliardo di euro per il canone versato nel 1998 allo Stato. La decisione è stata presa dalla Corte di Cassazione che ha sciolto i suoi dubbi e si è espressa a favore di Tim sul ricorso per la restituzione. «Tim comunica di aver ricevuto comunicazione, in data odierna, in merito alla sentenza della Corte di Cassazione che conferma la restituzione del canone concessorio preteso per il 1998, chiudendo così un contenzioso durato oltre 20 anni», si legge in una nota diffusa dal gruppo tlc. La sentenza della Cassazione «rigetta infatti il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e conferma in via definitiva la decisione della Corte d’Appello di Roma dell’aprile 2024 - spiega la nota - . La somma dovuta è pari al canone originario, di poco superiore a 500 milioni di euro, più la rivalutazione e gli interessi maturati, per un totale di poco superiore a 1 miliardo di euro». Risorse che il Governo ha già stanziato in Manovra dove compare un “Fondo sentenze”, anche detto “fondo una tantum” da 2,5 miliardi. Di questi 1,5 servono per coprire la sentenza per l’addizionale Irap sulle società madri-figlie, e il restante miliardo è a servizio di questa sentenza. C’è chi osserva, in proposito, che in questa partita lo Stato compare in duplice veste considerando che Poste è salita qualche giorno fa al 27,32% del capitale ordinario di Tim.
Dopo 27 anni arriva la Cassazione: Tim riavrà un miliardo dallo Stato
Sentenza relativa ai canoni versati nel lontano 1998: rigettato il ricorso della Presidenza del Consiglio dei ministri. Fondi già stanziati in Manovra











