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Chiesti sconti sul canone per fare gli investimenti: "Rischiamo di dover licenziare"

Nessuno degli emendamenti prioritari per le aziende di telecomunicazioni sono stati inclusi tra i «segnalati» da portare nella manovra del governo. Ma, a sentire alcune voci di settore vicine al dossier, non è detta l'ultima parola. Asstel, l'associazione di categoria guidata dall'ad di Tim Pietro Labriola, in particolare ha a cuore la questione dei rinnovi delle concessioni sulle frequenze, con le attuali che andranno a scadere nel 2029. La proposta, da quanto si evince da uno degli emendamenti, è ritenere «in tutto o in parte» assolto il pagamento del canone «mediante realizzazione di investimenti di valore equivalente». In parole semplici: l'idea è di utilizzare le risorse risparmiate dallo sconto per investire sull'ampliamento della rete o comunque su obiettivi che il ministero delle Imprese e del Made In Italy, guidato da Adolfo Urso, riterrà strategici. Proprio il ministro, insieme al sottosegretario con delega all'Innovazione Alessio Butti, non ha chiuso a questa possibilità durante l'ultimo Forum nazionale delle Telecomunicazioni.