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Del Fante: "Ma non entriamo in cda". Freni: "La privatizzazione può attendere"

Dalle lettere ai pacchi, dalle telecomunicazioni all'energia. Poste Italiane festeggia i dieci anni dalla sua quotazione in Borsa con molte novità che riguardano il presente: in primis, l'ad Matteo Del Fante ha chiarito che sono stati fatti i «primi passi avanti» nel progetto di integrazione tra Poste Italiane e Tim, ma Poste non prevede alcun ingresso nel cda della società di tlc, dove si è liberato un posto dopo le dimissioni della consigliera indipendente Domitilla Benigni.

Del Fante (che si è detto disponibile a un quarto mandato) ha confermato che la collaborazione tra i due gruppi è già operativa: «Abbiamo fatto i primi passi. Sulla parte retail è partita il 29 settembre l'offerta nei principali uffici Tim del nostro prodotto luce e gas e devo dire che sta andando bene, la reazione della rete è molto soddisfacente», ha spiegato, precisando che il prossimo focus sarà «sulla parte enterprise dell'azienda». Sul fronte azionario, resta sospesa l'ipotesi di una riduzione graduale della partecipazione statale avanzata nel 2024. «Il Mef non ha dato ulteriori indicazioni. Se ne era parlato, ma l'azionista non ci ha dato indicazioni recenti», ha precisato l'ad. E anche il sottosegretario all'Economia Federico Freni (presente all'evento in Borsa a Milano) ha lasciato intendere che per ora il dossier (cessione del 14%) non è stato riaperto. Fuori discussione anche l'accorpamento tra BancoPosta e Poste Vita: «Resteranno assolutamente autonome», chiosa l'ad.