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Mercoledì la polizia di Badalona, un comune di circa 230mila abitanti a nord di Barcellona, in Catalogna, ha sgomberato il più grande insediamento informale di persone migranti della regione: in più di 400 vivevano da circa due anni nell’edificio B9 di una grande ex scuola pubblica abbandonata. Ora molti non sanno dove andare, dato che il sindaco Xavier García Albiol, del Partito Popolare (di centrodestra), ha detto che si occuperà solo di quelle già seguite dalla rete dei servizi sociali. In questo modo verrà fornito un alloggio temporaneo a meno di 20 persone.
Lo sgombero dell’insediamento era una delle priorità di Albiol, che lo descrive come un luogo di criminalità abitato da persone problematiche che creano disagio agli abitanti della zona. In varie interviste con i giornali spagnoli, le persone migranti che abitavano nell’insediamento non negano che ci fossero delle situazioni difficili, principalmente causate da persone con gravi problemi di salute mentale a cui mancava l’aiuto necessario e che creavano problemi alla convivenza. Allo stesso tempo, molti l’hanno descritto come una comunità organizzata e composta da persone che già lavorano (alcune anche con contratti regolari), ma che non si potevano permettere di affittare un alloggio normale, o a cui questa possibilità veniva negata per mancanza di documenti o a causa di discriminazioni dovute alle loro origini.













