Il piano Transizione 5.0 viene prolungato fino a settembre 2028, ma in forma ridimensionata. È il compromesso che emerge dall’emendamento del governo al disegno di legge di bilancio depositato in commissione Bilancio del Senato. Contemporaneamente, viene inserito direttamente in manovra (attraverso la riformulazione di un emendamento di Forza Italia, approvato giovedì 18 in commissione) il nuovo elenco di beni strumentali acquistabili con l’agevolazione. Si tratta dell’aggiornamento dei vecchi allegati A e B della manovra 2017, che lanciò il piano Industria 4.0. Due liste lunghissime (qui pubblicate), tra beni materiali e immateriali, dalle quali sono comunque esclusi personal computer, notebook, tablet, stampanti, scanner e periferiche di ufficio.

L’iperammortamento, che nel testo uscito dal consiglio dei ministri si riferiva a investimenti effettuati dal 1° al 31 dicembre 2026, sarà in vigore fino al 30 settembre 2028. Ma viene depennata la supermaggiorazione che era stata prevista per investimenti finalizzati alla transizione ecologica. Di conseguenza, la maggiorazione del costo d’acquisto dei beni strumentali, ai fini delle imposte sui redditi, sarà per qualsiasi tipo di spesa del 180% fino a 2,5 milioni di euro, del 100% oltre 2,5 milioni e fino a 10 e del 50% oltre 10 milioni e fino a 50 milioni di euro. Stop, dunque, alle supermaggiorazioni che, per investimenti green, sarebbero state rispettivamente del 220%, del 140% e del 90%. L’emendamento, poi, contiene un’altra novità in chiave restrittiva, cioè la clausola che limita la platea dei beni che si possono acquistare con l’iperammortamento a quelli prodotti nella Ue o in uno Stato dell’Accordo sullo spazio economico europeo.