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20 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:59
Salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipata cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare per raggiungere l’importo minimo previsto. Lo prevede il nuovo emendamento del governo alla manovra, depositato nelle scorse ore in Commissione Bilancio al Senato dal ministero dell’Economia, guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti. La proposta sopprime una norma introdotta con l’ultima legge di bilancio e fortemente voluta da un altro leghista, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, con l’obiettivo di rendere più flessibile l’uscita: consentiva ai lavoratori in regime contributivo di sommare anche la rendita dei fondi complementari per poter andare in pensione di vecchiaia a 64 anni, con vent’anni di contributi. La proposta era stata presentata come un primo passo per considerare cumulabili gli importi della pensione principale con quella attivata con i fondi complementari, e aprire poi un varco per consentire anche nel futuro l’estensione ai lavoratori pre-1996. La cancellazione consente ora di ottenere un risparmio sulla spesa pensionistica crescente nel tempo: 12,6 milioni di risparmi nel prossimo anno, 36 nel 2027, 51,7 milioni nel 2028, 70 milioni nel 2029, 71,9 milioni nel 2030, 74,8 milioni nel 2031, 85,3 milioni nel 2032, 101,6 milioni nel 2033, 119,2 milioni nel 2034 e 130,8 milioni nel 2035.













