Il destino di centinaia di migliaia di brik di latte e succhi di frutta italiani è di morire e rinascere in Franciacorta. Metempsicosi e contrappasso, verrebbe da dire. Eppure è quello che realmente accade presso lo stabilimento di EcoRevive, nel comune di Provaglio d’Iseo (BS), che abbiamo recentemente visitato. È un crocevia: arrivano tonnellate di tetra brik tritati ed escono granulati plastici impiegabili per drogare l’asfalto, realizzare assi per la pavimentazione esterna, pallet, supporti e altri manufatti.

In pratica si tratta di rimettere in circolo un materiale che in molti casi sarebbe destinato alle discariche o agli inceneritori. La chiave di tutto si chiama PolyAl, ovvero una combinazione di polietilene e alluminio. Di fatto la componente non-fibrosa presente nei cartoni per bevande (come quelli Tetra Pak), che svolge la funzione di barriera protettiva contro ossigeno e umidità per preservare il contenuto alimentare. “In certe parti del mondo poter garantire le condizioni di sicurezza anche senza una catena del freddo è assolutamente un valore aggiunto importantissimo”, sottolinea Nicole Bertoni, Direttrice Italia di FBCA (Food and Beverage Carton Alliance), l'associazione globale che rappresenta i produttori di cartoni per bevande e i loro fornitori.