A pochi giorni di distanza dal 50° compleanno di “Cartesio”, l’iconico bidoncino giallo per la raccolta differenziata della carta, la filiera di settore torinese aggiunge un nuovo tassello. Amiat Gruppo Iren ha inaugurato a Collegno il nuovo impianto RISMA (Recupero Integrato Selezione Materia Amiat) dedicato alla selezione e alla trasformazione dei rifiuti cartacei in nuove materie prime seconde, conformi agli standard di mercato. Un investimento di 13,5 milioni di euro con una capacità di 66.500 tonnellate all’anno e una portata di trattamento di 10 tonnellate all’ora. Quella di Torino è la prima struttura in Italia in grado di separare, all’interno di un unico processo, sei diverse tipologie di frazioni cartacee: soft mix (carta con una percentuale molto bassa di cartone), carta bianca da ufficio, prodotti grafici come giornali e riviste, CPB (contenitori poliaccoppiati per bevande), il cartone di qualità KRAFT e il cartone ondulato. Una suddivisione così precisa e avanzata è possibile grazie ai 6 selettori ottici forniti dalla francese Pellenc ST. Una tecnologia che secondo Enrico Clara, Amministratore delegato Amiat Gruppo Iren, può essere estesa ad altri materiali.

«La Pellenc ci ha dato selettori e software. Noi stiamo sviluppando l’apprendimento tra software e scanner per il controllo qualità. Questo tipo di applicazione non si ferma solo alla carta, si può estendere anche agli imballaggi in plastica o di altre materie».