Cinque soluzioni per non sprecare, ma valorizzare, le eccedenze di cibo del mercato natalizio. È l’iniziativa portata avanti da Regardia, player di riferimento in Italia nella circular economy, che opera nel recupero degli ex-prodotti alimentari trasformandoli in risorse utili attraverso processi industriali dedicati.
Tutto parte dal fatto che, dopo il boom di acquisti, una parte di panettoni, cioccolatini, biscotti e snack confezionati rimane invenduta. Una situazione che richiede una soluzione per evitare costi aggiuntivi e sprechi.
Costi pari all’1,8% del fatturato
Secondo i promotori dell’iniziativa solo nel settore dolciario i prodotti «perfettamente idonei al consumo» che rimangono invenduti, generano costi aggiuntivi per sconti, redistribuzione, smaltimento e logistica, che possono arrivare fino all’1,8% del fatturato. Senza dimenticare poi le immobilizzazioni di capitale e inefficienze operative «che pesano sulla redditività complessiva», oltre all’impatto ambientale legato al consumo di risorse, alle emissioni e alla gestione dei rifiuti.
Il manager









