Questa settimana, la nostra rubrica Women Up dà voce a Ella, vittima di una riorganizzazione aziendale. Uno dei contesti in cui – dicono i dati – le donne risultano particolarmente vulnerabili

di Sarah Barberis

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Nel 2025 l’Italia ha già registrato 71 casi di riorganizzazione aziendale rilevanti, secondo il European Restructuring Monitor (Erm): internal restructuring, acquisizioni, fusioni, chiusure e ridefinizioni strutturali. In questi contesti le donne risultano particolarmente vulnerabili. Lo conferma lo studio Gender disparities in redundancy and re-employment, pubblicato sulla International Labour Review nel 2023, che mostra come i processi di ristrutturazione tendano ad amplificare fragilità già esistenti: rispetto agli uomini, le donne sono più esposte al rischio di uscire dal mercato del lavoro o di rientrarvi attraverso ruoli part-time, spesso meno tutelati e meno retributivi. Quando cambia la leadership, inoltre, le nuove reti di potere e i criteri di promozione tendono a favorire chi è già integrato nei sistemi tradizionali, normalmente figure maschili. La storia della nostra lettrice Ella evidenzia bene questo meccanismo: la sua iniziativa, competenza e autonomia sono state lette non come risorse, ma come una “mancanza di allineamento”, diventando pretesti per isolarla ed emarginarla. A rispondere alla lettrice è Silvia Gazzotti, psicologa del lavoro, che propone alcune strategie concrete per affrontare fasi di riorganizzazione profonda e proteggere la propria integrità professionale. Se desiderate raccontare la vostra storia potete scrivere a donnelavoro@repubblica.it e la redazione la valuterà