Abbiamo letto molte volte che l’inventore del Natale laico, improntato alla solidarietà, alla festa comunitaria e familiare, allo sguardo fraterno verso gli altri, alla generosità è stato Charles Dickens col suo Canto di Natale. Ed è sicuramente ispirata a quel concetto di Natale l’atmosfera che si respira nei centri grandi e piccoli illuminati e addobbati per le festività. La Chiesa presidia il Natale cristiano ma quel capitalismo incarnato dal vecchio Scrooge si è impadronito del Natale come feste delle spese pazze, dello sperpero, della dissipazione. Ma anche questo è un aspetto più volte denunciato.
Chi ha inventato invece il Natale anticipato? Perché siamo costretti a vedere panettoni e pandori accanto alle zucche di Halloween con larghissimo anticipo sul calendario? E come mai in alcuni palazzi già scorgiamo l’albero di Natale e così in molte case private, dove addirittura dai primi di novembre (il mese dei morti...) c’è chi si è portato avanti con la faccenda delle decorazioni a tema? Arriveremo all’albero di Natale preparato il giorno dopo Ferragosto oppure lasciato in casa ad oltranza (è venuto così bene, perché smontarlo?). L’ansia dell’addobbo natalizio prima del tempo dilaga nei centri commerciali e contagia i negozi di prossimità, moltissime famiglie non attendono l’8 dicembre per fare l’albero ma rincorrono la nuova moda dell’anticipazione.











