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24 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:55
Era il 19 dicembre 1843 quando Charles Dickens pubblicò A Christmas Carol, il romanzo che divenne simbolo del Natale. Da noi tutti conosciuto come Canto di Natale, quest’opera non è semplicemente un racconto natalizio, ma la rappresentazione lucida e drammatica della realtà, un libro politico che attraverso l’uso di espedienti fantasiosi e romantici, si pone come trattato di denuncia della condizione sociale dell’epoca vittoriana.
Tra l’altro, questo libro venne pubblicato dopo un viaggio che Dickens fece in America, luogo nel quale ebbe modo di riflettere molto sulla condizione operaia, sulla povertà e in generale sulle grandi ingiustizie sociali dell’epoca. Dickens pone l’accento sulla disparità sociale, sull’ignoranza e la miseria umana, sull’indifferenza verso le sofferenze altrui e condensa tutto questo nell’avaro Ebenezer Scrooge, personificazione del bieco attaccamento al denaro e della conseguente perdita dei valori fondamentali, della mancata compassione sia per gli altri che per se stesso. Scrooge è disgustato dal modo in cui, attraverso lo spirito natalizio, le persone attorno a lui tentano di affievolire – almeno per qualche giorno – le sofferenze inflitte dalla povertà. Non ne comprende il senso e soprattutto l’utilità, poiché le feste non generano profitto, ma solo spese in più.















