All’età di nove anni, Oliver, orfano e affamato chiede, nell’ospizio dove vive, una seconda scodella di minestra, «Per favore signore, ne voglio ancora» e per la sua temerarietà è punito e affidato come apprendista al proprietario di una impresa di pompe funebri: eravamo nell’Inghilterra della prima metà dell’800 e tutto ciò succedeva nella vita di Oliver Twist, ragazzo reietto e ribelle nato dalla fantasia di Charles Dickens, scrittore che più di altri ha saputo dar vita al romanzo sociale. Ma succedeva abbondantemente anche nella realtà e quel primo romanzo di Dickens era anche lo specchio dell’Inghilterra post rivoluzione industriale nel racconto forzatamente binario di un mondo dove i buoni sono solo buoni e i cattivi sempre cattivi. Un’occasione per Dickens per denunciare il sistema educativo inglese, il lavoro minorile, e la beneficenza pelosa dei ricchi.