Quando Chiara Manzi parla di cibo, non lo fa mai come una nutrizionista tradizionale. La sua voce ha la precisione di un ricercatore e lo stupore di chi, davanti a un piatto, continua a vedere una promessa e non un pericolo. È una delle figure più autorevoli della nutrizione culinaria in Europa, la prima ad aver portato una cattedra di Culinary Nutrition all’interno di una facoltà di Medicina, quella dell’Università di Ferrara. A Bologna ha fondato la sua Accademia di Medicina Culinaria, un crocevia di chef e medici, scienziati e appassionati, da cui ogni giorno escono ricette che sembrano piatti della nonna, ma sono frutto di una ricerca ferrea, quasi chirurgica.

È qui che prende forma il metodo che l’ha resa celebre: Cucina Evolution, una filosofia che rompe l’idea che la cucina sana sia triste o limitante. Al contrario: è un ritorno alla tradizione italiana, ma filtrata attraverso le scoperte più recenti sulla longevità, sulle cotture, sugli abbinamenti, sulla biologia del gusto. Nel tempo ha collaborato con chef come Massimo Bottura, Paolo Cappuccio e Stefano Laghi, portando la visione della cucina Evolution anche nell’alta cucina. E non si è limitata al mondo accademico o professionale: oggi entra nelle case degli italiani anche attraverso la televisione. Ogni giovedì, infatti, firma una rubrica dedicata all’interno di Medicina 33, lo spazio del TG2 dedicato a salute e benessere condotto da Laura Berti, dove traduce la scienza in gesti semplici, ricette concrete e consigli immediati.